Coetaneo e conterraneo di Tiziano , Sebastiano Del Piombo è considerato uno dei più grandi pittori italiani del Rinascimento. All’anagrafe è registrato con il nome di Sebastiano Luciani, ma da dove deriva il soprannome “Del Piombo”? Nel 1531 Papa Clemente VII gli conferì l'incarico di custode del sigillo papale, detto "piombino", da cui derivò il celebre appellattivo. La sua formazione avvenne a Venezia e, dopo un tirocinio inziale presso Giovanni Bellini , Sebastiano subì l’influsso di Giorgione .
Dal maestro assimilò il pittoricismo sfumato, che gli consentì di raggiungere ad una monumentalità compositiva, favorendone l’inserimento nell’ambiente romano ( Gallerie dell’Accademia di Venezia ). A Roma ebbe per mecenate Agostino Chigi, che gli commissionò le decorazioni della villa Farnesina, ed entrò subito a far parte della cerchia degli artisti di Raffaello . Di particolare rilievo fu anche la sua produzione ritrattistica:dopo la morte di Raffaello, Sebastiano divenne il più noto e ricercato di Roma. Nel 1515, Sebastiano conobbe Michelangelo Buonarroti e ne subì una profonda influenza, iniziando a fondere il ricco cromatismo della scuola veneziana con il rigoroso disegno michelangiolesco.
L’amicizia con Michelangelo non durò a lungo, perché si inasprì in occasione della realizzazione del Giudizio Universale: Sebastiano sosteneva l'impiego della pittura a olio, mentre Michelangelo era deciso a seguire l’opera ad affresco ed affermò che «il colorire a olio era arte da donna e da persone agiate et infingarde, come fra' Bastiano». Negli ultimi anni la sua produzione diminuì notevolmente e l’artista trascorse un lungo periodo di inattività fino alla morte.
